Selezione di articoli della stampa e libri dedicati a Bissietta.

” Qui non c’è di mio, ma c’è di Dio !” , ebbe a scalfire in una pietra il pittore Sanminiatese murata in mescola sul rustico della sua “composizione domestica”. Lo spazio circostante la casa venne denominato “il Rosicchio”. In parte fui presente nei momenti di questo allestimento. Durante l’esecuzione del suo progetto, Bissietta,
(derivato da : bicicletta), si avvalse dell’aiuto tecnico di Silvano Bini muratore, poi anche scultore. Il Rosicchio si decifra con l’uso del materiale murario adoperato per tutto l’edificio : L’artista, la sua sensibilità, reperirono nel territorio contadino quello che restava dei ruderi abbandonati : stalle, fienili, tetti franati, soglie in pietra, tutto ciò che altrimenti sarebbe oggi nascosto dall’ombra mortale dell’abbandono della terra. Sostare oggi davanti ed intorno a quella casa, poter accedere all’interno della stessa, sarebbe una ricchezza culturale ed artistica senza uguali ! Cominciando ad osservare con attenzione fin dai muri perimetrali, si assiste stupiti alla ‘memoria’ della civiltà contadina tramite l’assemblaggio di minuscoli scarti di terracotta, di pietra, di vetro, di ferro, di marmo, d’altro. Molto dovrei ancora descrivere sulla tecnica muraria trasferita da Bissietta a Silvano Bini, che, post mortem del maestro, ha personalizzato in proprio lo stile acquisito. Un dettaglio . ospite a pranzo e cena, alcune volte, abbiamo condiviso il pasto con la bellezza della storia popolare . Nella piccola saletta da pranzo, Egli ha murato il piano conviviale con il recupero di una mensa d’altare in pietra serena, casualmente trovata fra le macerie di una cappellina di campagna. Com’anche alcuni gradini interni ed esterni erano assemblati con vetro verde empolese, calce granulosa, e vecchie traversine in legno reperite come scarti alla stazione ferroviaria di San Miniato.

Giorgio Giolli